Parlando di isolamento termico viene data molta importanza allo sfasamento termico, in particolare per misurare la prestazione estiva dei materiali. Ma che cosa significa concretamente sfasamento termico? Che cosa misura? E’ vero che in estate i materiali minerali come la lana di roccia isolano meglio di quelli sintetici come il polistirene espanso?


Sfasamento termico: cos’è?

Il concetto di sfasamento termico è legato alla proprietà di un materiale di “sfasare” la trasmissione del flusso di calore da un ambiente (ad esempio l’esterno dell’abitazione in estate) ad un altro (l’interno della abitazione stessa). Si parla di sfasamento perché, prendendo per semplicità l’esempio del calore estivo, è intuitivo che all’esterno dell’abitazione il calore segua un andamento “ad onda”: fa più fresco di prima mattina, si ha poi un picco di calore verso il primo pomeriggio per poi ridiscendere a temperature più basse verso sera. Il ciclo si ripete il giorno successivo.

L’idea base dello sfasamento termico (espresso in ore) è quindi di cercare un modo per “spostare” la propagazione del picco di calore, dall’esterno all’interno dell’abitazione, verso sera quando, aprendo le finestre, si può idealmente raffrescare l’ambiente beneficiando della minore temperatura esterna; così facendo si potrebbe ritardare o addirittura evitare l’accensione degli impianti di raffrescamento, con ovvio risparmio nei consumi di energia. Si usa il condizionale perché se la temperatura esterna di sera è ancora elevata, e magari con alti tassi di umidità, è improponibile applicare questo sistema per smaltire il calore accumulato in casa di sera.

Lo sfasamento termico non è quindi sempre garanzia di un adeguato raffrescamento dell’abitazione. Troppo spesso non si tiene conto di un concetto fondamentale che nell’esempio precedente abbiamo volutamente trascurato: l’isolamento termico.

Una abitazione ben isolata infatti non necessita di specifici materiali per lo sfasamento termico: un adeguato spessore del materiale isolante permetterà che l’onda di calore non riesca ad “attraversarlo” e quindi a penetrare all’interno dell’abitazione.


Sfasamento termico e trasmittanza termica

Il D.M. 26/06/15 relativo all’adeguamento delle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, non richiede il calcolo dello sfasamento termico ϕ. Richiede invece la verifica della trasmittanza termica periodica Yi,e (W/m2K).

La trasmittanza termica periodica è indice dell’inerzia termica della struttura, cioè della capacità di una parete di sfasare e attenuare il flusso termico che la attraversa nell’arco delle 24 ore.

Per tutte le pareti (eccetto lato NO, N, NE)  il Decreto richiede sia soddisfatta una delle due condizioni:

  • Massa della parete > 230 W/m2
  • Trasmittanza Yi,e   < 0,10 W/m2K



esempio sfasamento parete in mattoni

Dall’esempio possiamo osservare che per una struttura isolata è sufficiente calcolare uno sfasamento termico ϕ uguale a 10 ore per ottenere valori di  trasmittanza termica periodica Yi,e inferiori a 0,10 W/m2K, richiesti dalla norma.

E’ importante anche evidenziare che i numeri riportati, relativi a una muratura tradizionale, dimostrano che un prodotto sintetico come Resphira ha prestazioni analoghe alla lana di roccia e isola molto bene anche d’estate.

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